Raccolta delle olive: come e quando farla
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Raccolta delle olive: come e quando farla

8 September 2020

In modo del tutto generale, si può affermare che la stagione dell’anno più adatta per la raccolta delle olive è l’autunno, nei mesi di ottobre, novembre e al massimo dicembre nelle zone più fredde. Non basta però guardare al periodo: bisogna considerare il tipo di oliva, le condizioni climatiche (non sempre così lineari, soprattutto in questi anni interessati da considerevoli cambiamenti) e il prodotto finale. In questo articolo parleremo della raccolta finalizzata alla produzione dell’olio. Le nostre attrezzature, dalle reti di raccolta agli impianti di imbottigliamento, sono infatti pensate per ottenere oli di altissima qualità attraverso l’ottimizzazione dei processi produttivi.

Il momento migliore per la raccolta è quello dell’invaiatura, ossia il periodo in cui l’oliva comincia ad assumere il suo pigmento.

Il primo fattore da tener presente, quando parliamo di olive pensate per la produzione d’olio, è la qualità e la resa della spremitura. Il momento migliore per la raccolta è quello dell’invaiatura, ossia il periodo in cui l’oliva comincia ad assumere il suo pigmento. Mai attendere lo stadio di sovramaturazione, pena l’ottenimento di olio di bassa qualità, quasi del tutto insapore. Una volta raccolte, le olive andranno portate al frantoio e avviate subito a spremitura.

Ma quali sono le principali tecniche di raccolta? È bene precisare fin da subito che le modalità non sono neutre: ogni metodo ha degli effetti sul frutto e sul prodotto finale. Si comincia dalla bacchettatura (o bacchiatura), metodo antichissimo che consiste nel “bacchettare” i rami dell’ulivo con dei bastoni, così da farne cadere i frutti raccolti poi da apposite reti. Tipologia di raccolta che non viene quasi più utilizzata, visto che l’oliva, nel cadere violentemente a terra, rischia di danneggiarsi. Considerato che, così come accade per le uve e il vino, il prodotto da portare al frantoio deve essere il più integro possibile, meglio lasciar perdere con questa antica tradizione.

La bracatura prevede, invece, la raccolta del frutto direttamente a mano dai rami della pianta. I frutti vengono selezionati uno per uno e ciò consente di ottenere oli di maggiore qualità. Si tratta, ovviamente, di una tecnica buona per dei piccoli appezzamenti, dove la produzione è estremamente ridotta. La pettinatura prevede che i rami degli ulivi vengano “ripassati” più volte grazie all’ausilio di strumenti simili a dei grossi pettini, che permettono di staccare le olive dai rami. Queste ultime vengono poi raccolte tramite le reti disposte in terra, selezionate una per una e separate dal fogliame. Ancora una volta, così come per la bacchettatura, il difetto di questo metodo è quello di rischiare grosso per quanto concerne l’integrità dell’oliva che rischia di essere danneggiata dall’azione dei pettini.

La scuotitura è uno dei metodi più moderni, appartenente alla schiera dei procedimenti meccanici. Le olive vengono raccolte grazie a degli abbacchiatori meccanici che circondano i ramoscelli dell’ulivo, percuotendoli leggermente in modo da favorire la caduta dei frutti. Il vantaggio di questa tecnica è la velocità di raccolta superiore a quella manuale preservando l’integrità del frutto. Le olive andranno poi stipate in cassette di plastica ben areate in modo da evitarne il deperimento durante il trasporto al frantoio.

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